Economia Ragusa 17/05/2017 17:24 Notizia letta: 1791 volte

La Sicilia sempre più depressa, segnali incoraggianti solo da Ragusa

I dati impietosi
http://www.ragusanews.com//immagini_articoli/17-05-2017/sicilia-depressa-segnali-incoraggianti-solo-ragusa-500.jpg

Ragusa - Economia siciliana sempre più in crisi. A decretarlo, i dati Eurispes e Acli: l’immagine che i due report restituiscono della Sicilia è sempre più impietosa. Il tasso di dispersione scolastica è il più alto d’Italia, mentre la disoccupazione sembra crescere ogni giorno. Siamo, tra le sei regioni d’Europa con il più alto tasso di disoccupazione tra i 15 e i 24 anni. I dati che emergono dal report “Le cinque Italia”, realizzato dall’Acli (associazioni cristiane lavoratori italiane) è impietoso.

Fotografa, infatti, non l’economia di un Paese, ma di una società spaccata in cinque sottozone. La Sicilia, salvo rarissime eccezioni, è l’area più repressa. A salvarsi, in parte, è la provincia di Ragusa: alcuni parametri, infatti, indicano una situazione meno disagiata rispetto al resto dell’Isola. E’ l’unica provincia in Sicilia a presentare dati positivi e incoraggianti rispetto a tutte le altre.

Ma guardiamo con attenzione alcuni dati.  Nel rapporto si legge delle cosiddette “Province depresse”,  dove convergono tutti i territori provinciali sardi e lucani, Lecce nella regione Puglia e Ragusa in Sicilia. A queste realtà meridionali si affiancano nel Centro la totalità delle province molisane e abruzzesi, un nutrito numero di province laziali (Latina, Rieti, Viterbo e Frosinone), oltre a due realtà isolate che si affacciano sull’alto Tirreno (Imperia e Massa Carrara) e  a Terni in Umbria.

“Il filo rosso che unisce questi luoghi è quello di essere investiti da un lento declino o da una stasi nei principali parametri economici e sociali. Il Sud fragile identifica quella parte del mezzogiorno che versa in una situazione di disagio profondo: ossia tutte le province calabresi e campane, e la stragrande maggioranza di quelle siciliane e pugliesi.  I dati esposti nella tabella offrono una panoramica abbastanza completa sulle differenze esistenti tra queste due Italie. Innanzi tutto sul piano economico: il Pil procapite  nel Sud fragile è pari a 15.160 euro annui, circa settemila euro in meno rispetto alla  media nazionale (22.282 euro); nelle Province depresse tal e distanza si assottiglia a  meno di quattromila euro (18.562 euro)".

Irene Savasta
http://www.ragusanews.com//immagini_banner/1505383848-3-peugeot.jpg